Concorso TV Sorrisi e Canzoni: votate “Lo Sbirro”
6 Giugno 2008Per far vincere LO SBIRRO nel concorso dei lettori di Tv Sorrisi e Canzoni, votate entro l’8 giugno mandando un SMS al 3341600900, scrivendo nel testo T 09
Per far vincere LO SBIRRO nel concorso dei lettori di Tv Sorrisi e Canzoni, votate entro l’8 giugno mandando un SMS al 3341600900, scrivendo nel testo T 09
Chiude con il botto la prima stagione di Ho Sposato uno sbirro, la serie prodotta da Lux Vide con Flavio Insinna e Christiane Filangieri. L’ultima puntata ha infatti totalizzato oltre sette milioni con più del 28% sbaragliando la concorrenza di Dr. House, trasmesso con l’ultimo episodio inedito della quarta stagione (l’appuntamento con il proseguio è per l’autunno) e seguito da una replica della terza. Le vicende del burbero medico hanno ottenuto nell’episodio nuovo cinque milioni di telespettatori.
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«Nella mia vita gli “ex” contano molto, sia che li abbia lasciati io sia che siano stati loro a chiudere il rapporto, tant’è che gli sono ancora legata da grande amicizia e affetto. Proprio come succede per fiction a Lorenza, pronta a donare il suo sangue a Diego per salvargli la vita». Luisa Corna è convinta di questa affermazione: “ex” è bello. Comunque. E nei panni di Lorenza Alfieri, l’affascinante pubblico ministero di Ho sposato uno sbirro, lo dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, con Diego Santamaria, il commissario magistralmente interpretato da Flavio Insinna. Quarantun anni, fisico da calendario e look mediterraneo nonostante sia una “nordista” bresciana, Luisa Corna si è rivelata in questa serie televisiva un’attrice di talento, molto naturale, nonostante fosse al suo debutto nella fiction. E sconfinando dal personaggio di Lorenza alla Luisa della vita reale la simpatica cantante-attrice (tuttora impegnata in Domenica in) si racconta a 360 gradi in questa intervista esclusiva a “Diva e donna”.
Luisa, dica la verità . Continuare ad amare un uomo che, come nel caso di Insinna-Santamaria, l’ha lasciata dopo 8 anni di relazione per sposarsi con una bionda ispettrice di Polizia conosciuta da pochi giorni non è da tutte…
«E’ vero, non è da tutte! Per fortuna nella vita non mi sono mai trovata di fronte a una situazione così, e spero davvero che in futuro non mi capiti! Anche perché vedere che il tuo uomo dopo 8 anni d’amore improvvisamente s’innamora di un’altra e con lei fa delle scelte che non ha mai fatto con te, è davvero triste, disarmante. Sono sincera, se mi trovassi nella stessa situazione di Lorenza reagirei in modo diverso, non perderei tempo a cercare di recuperare ciò che è irrecuperabile. Sicuramente non starei lì a vederli scambiarsi tenerezze!».
Come si comporterebbe la vera Luisa con il suo vero “ex” Flavio?
«Non lo so. Bisogna trovarsi dentro una certa situazione, viverla, per poi decidere quale comportamento prendere. Conoscendomi un poco, io mi farei l’autoanalisi e cercherei di capire perché in 8 anni di fidanzamento non siamo andati avanti di un passo, non ci siamo sposati e non sono state prese le decisioni che dovevamo assumere».
Odierebbe la sua rivale?
«No, cercherei di capire perché lui ha fatto quel tipo di scelta e che cos’ha lei più di me».
Quanto c’è di Luisa Corna in Lorenza Alfieri?
«Ben poco. All’inizio il personaggio di Lorenza era stato disegnato in modo diverso, era più rigido, duro, scostante, come dire?, un po’ alla Glenn Close. Poi, dopo aver analizzato con il regista e con Flavio il carattere di questa donna che è stata ferita, ha una sua sensibilità e che comunque si ritrova sola, l’abbiamo fatta diventare più ironica, pungente, e non una Crudelia De Mon».
Dopo essere rimasta al palo, Lorenza vincerà su Stella nella seconda serie? A ben vedere, Insinna potrebbe anche divorziare dalla Filangieri…
«Non lo so. Ho firmato un’opzione per Ho sposato uno sbirro 2 ma la sceneggiatura non è stata ancora scritta, certo è una commedia e tutto potrebbe succedere».
Nella vita lei sposerebbe uno sbirro?
«In amore per me le categorie non contano. Io mi innamoro della persona, non del suo lavoro. Mi affascinano gli uomini che hanno carattere, personalità ».
E un istrione come Flavio, scapolo d’oro per antonomasia, sarebbe il suo tipo?
«Flavio è estremamente affascinante, è una forza della natura. Ha un modo di esprimersi che è in sintonia con me e con lui rido sempre molto. Con Flavio mi sono trovata benissimo sul set e gli sono grata perché mi ha dato preziosi consigli aiutandomi a superare i primi momenti. Sì, lo sposerei subito. Ma solo per fiction!».
Come dire che lei è ancora malata di “singletudine”?
«Sì. Sono sempre single ma sono anche pronta ad uscire da questa…malattia! Che, poi, a ben vedere, malattia non è perché è anche bello godersi i momenti che puoi dedicare a te stessa. E, poi, io non sono mai sola, ho mia sorella Sara, mia mamma Pierina, la Tequila Band, il mio gruppo musicale, la casa da pulire trasformandomi all’occasione in Mastro Linda…».
Sua mamma non è preoccupata di vederla ancora “zitella”?
«No, non mi dice nulla. D’altra parte anche mia sorella Sara non si è ancora sposata. Con Sara presto partiremo per il nostro tour Acqua Futura che ci porterà nelle piazze di tutta Italia. Indaffarate come siamo come potremmo pensare all’amore?».
Qual è il suo cavallo di battaglia?
«Sicuramente Ora che ho bisogno di te, la canzone che ho cantato al Festival di Sanremo 2002 con Fausto Leali. Ma ai concerti in piazza la gente mi chiede di cantare spesso le canzoni napoletane. Ed io da brava bresciana li accontento».
Ora che lei ha dato una buona prova d’attrice, appenderà il microfono al chiodo per dedicarsi alla recitazione?
«No. Senza musica, senza canzoni non potrei vivere. Senza recitare o condurre trasmissioni televisive sì, posso sopravvivere. Per questo la mia priorità è cantare. Ammetto che recitare è affascinante. In realtà io credo che il nostro mestiere non abbia dei paletti, anche Flavio da attore è diventato conduttore portandosi dietro tutto il suo bagaglio d’artista, la sua ironia, le sue dotte citazioni che profumano di teatro».
Attrici si nasce o si diventa?
«Si diventa. E difatti io ho studiato recitazione di…nascosto! Tanti anni fa ho frequentato la scuola di recitazione al Centro Teatro Attivo di Milano e presso il Teatro Cinque di Alessandro Del Bianco. Nel 2006 ho interpretato la Maga Circe nella pièce di Giorgio Albertazzi La maga Circe, i canti delle sirene al Teatro Antico di Pompei e nel cinema sono stata Lara nel film Al momento giusto, diretto da Giorgio Panariello. Ora mi piacerebbe interpretare il ruolo di una donna forte, determinata, volitiva. Mi
divertirebbe».
In amore lei è forte o debole?
«L’una e l’altra cosa. In alcuni momenti ho dimostrato d’essere una donna forte, in altri d’avere le mie debolezze».
Si lascerebbe travolgere da un colpo di fulmine?
«Oggi sarei più tentata a razionalizzare la situazione ed a cercare di gestirla, scottata, come sono, dalle precedenti esperienze. Ma se una persona mi prende, so bene che è difficile che mi possa tirare indietro. Sono dell’idea che la vita vada sempre vissuta, nel bene e nel male».
Cosa dovrebbe fare un uomo per conquistarla?
«Non deve mandarmi 100 o 200 rose rosse, né coprirmi di regali e profumi. Non voglio né balocchi né fiori ma soltanto tanta sincerità ».
Qual è la sua love-story che è durata più a lungo?
«Anch’io, come la Lorenza della fiction, sono stata legata per 8 anni ad un uomo. Non mi sono sposata, ma avrei potuto benissimo fare anche questo passo. Non dico il nome del mio “ex” per rispetto a lui, ora sposato con figli. Ma la nostra storia rimarrà sempre dentro il mio cuore perché è una parte della mia vita. Con lui sono rimasta in buonissimi rapporti e siamo grandi amici».
Ha rimpianti?
«No, per niente. Solo un bellissimo ricordo».
di Daniel Jarach
La fiction all’italiana torna a mietere successi grazie ai volti acqua e sapone che la interpretano. Esempio lampante ci viene dall’incantevole Christiane Filangieri, attrice pulita e mai sovraesposta del piccolo schermo, che fa questo mestiere da diversi anni con dedizione e semplicità . Grazie a Ho Sposato uno sbirro, gradevolissima serie in cui interpreta la moglie del mattatore Insinna, ha trovato la grande popolarità . La coppia cane-gatto più amata di Raiuno pare davvero inseparabile e affiatatissima, ma nella vita reale non è proprio così. Lo conferma una dichiarazione rilasciata da Christiane a Vanity Fair:“Lui a volte è estroso, grida, fa, altre volte non dice una parola.
Mi ha soprannominata, spero affettuosamente, ‘testina disabitata’. Se io e Flavio abbiamo fatto amicizia? Amicizia proprio, no. Un legame sul set, però, è nato: tra mia mamma e Barbara Bouchet che, nella fiction, è mia madreâ€. L’intervista in questione prosegue ripercorrendo la biografia della Filangieri. Non tutti ricorderanno, infatti, che l’attrice si è classificata terza nell’edizione 1997 di Miss Italia, quella che vedeva in gara ragazze in carriera come Caterina Murino e Vincenza Cacace (rimaste sue amiche), Annalisa Minetti, Mara Carfagna e Silvia Toffanin. Tutto per lei era incominciato per gioco, con la partecipazione al concorso Super Model of the World all’età di 14 anni. Dopo di allora, ha posato per qualche servizio di moda, indossando quasi sempre abiti da sposa per il suo aspetto grazioso e principesco. Anche in tv ha confermato quest’attitudine, visto che è salita all’altare seriale ben quattro volte. Tolta la presenza in daytime con la soap Cuori Rubati, di cui era l’eroina buona, per lei una lunga lista di ruoli in prima serata: La squadra (2000), Una donna per amico 3 (2001), Ma il portiere non c’è mai?, Stiamo bene insieme, Perlasca, tutte del 2002. Il titolo più importante, peraltro di discreto successo, è stato Amanti e segreti (2004), seguito da Amanti e segreti 2 (2005): in entrambi ha interpretato il ruolo di Marta Castelli. Nel 2006 ha recitato la parte di Lorenza Petrai ne I colori della gioventù; nel 2007 è stata protagonista della miniserie tv in onda su Rai Uno, Eravamo solo mille, nel ruolo di Isabella. Sempre nello stesso anno, dopo una lunga e meritata gavetta, ha girato la miniserie Ho sposato uno sbirro, regia di Carmine Elia, in cui riveste i panni dell’ispettore bella e imbranata che è convolata a nozze con il piedipiatti Diego Santamaria. Visto il dirompente successo, siamo sicuri che sentiremo parlare di loro (e di lei) per ancora molto tempo…
La Stampa 15 aprile 2008 - Si chiama commissario Santamaria, come quello della “Donna della Domenica†di Fruttero e Lucentini, Mastroianni al cinema. In tv, su Raiuno, il commissario Santamaria è Flavio Insinna, che l’altro giorno è trascolorato dal segmento della “Domenica In†di Baudo ad “Affari Tuoi†(pluriattaccato di questi tempi) e poi allo sceneggiato “Ho sposato uno sbirroâ€, regista Carmine Elia, con Christiane Filangieri nel ruolo della poliziotta appena impalmata, e poi Antonio Catania, poliziotto pure lui, bravissimo, la naturalezza fatta persona, Giovanna Ralli, Barbara Bouchet (le suocere), Luisa Corna, la pm con la quale Insinna è stato fidaznato per 8 anni. E già lì, guai in vista. Per non parlare del viaggio di nozze rinviato causa omicidio, della casa senza letto, delle suocere scontente, del dipanarsi del caso. Se una cifra stilistica comune delle fiction è mescolare pubblico e privato, questo sceneggiato esalta la cifra; anzi, ne fa la sua caratteristica fondamentale. I problemi privati non solo si combinano con quelli pubblici, ma ne costituiscono l’essenza. Se non altro, non si ripete quella gran barba di film/telefilm dove inevitabilmente le donne, che non possono più non sapere di “aver sposato uno sbirroâ€, continuano a rimproverare il partner perché non fa orari da impiegato e non torna mai per cena. Insinna ha risolto a modo suo il problema della lingua: parla romanesco e basta. Ma sì, fa bene, piuttosto che uno sgradevole accento, tanto vale il dialetto deciso. “Ho sposato uno sbirro†ha fatto meglio del Doctor House su Canale, 6 milioni 325 mila spettatori contro 4 milioni 459 mila.
di Alessandra Comazzi
IL CORRIERE DELLA SERA 13 aprile 2008 - Giovanna Ralli ieri e oggi: nel 1959, nel film “Costa Azzurraâ€, era una fruttivendola, sposata con Alberto Sordi, con il sogno di fare l’attrice; ora, nella miniserie “Ho sposato uno sbirroâ€, è una fruttivendola, mamma di Flavio Insinna, con l’unico sogno di vedere ben sistemato il figlio commissario. Conferma l’attrice: “Come si dice a Roma, ero una “fruttarola†allora e lo sono oggi. Un personaggio veramente generoso, pieno di cuiore, nel film di allora e nella fiction di oggiâ€. Ma il tempo passa e le situazioni cambiano; “Già - commenta l’attrice, 73 anni portati in gran forma - e devo dire che è proprio grazie alla fiction se trovo ancora dei ruoli per me. Innanzitutto, nel cinema i personaggi femminili sono sempre stati un po’ sacrificati rispetto a quelli maschili. Poi non parliamo dell’età : dal grande schermo sono praticamente radiate le attrici mature come me. Dunque, ben vengano i film per il piccolo schermoâ€.
Cambiano le situazioni e anche i partner: un confronto fra Sordi e Insinna è possibile? Risponde: “Troppo diversi: due scuole e due storie diverse. Alberto veniva dalla gavetta dell’avanspettacolo ed è diventato un “eroe†dei nostri tempi: come altri grandi attori, tipo la Magnani, ha creato un personaggio, che è oggi è un po’ difficile creare. Lo ricordo come un compagno di scena straordinario e soprattutto un caro amico, simpatico, generoso anche se, invitarlo a cena, era un problema: mangiava solo pasta al pomodoro, se gli presentavi pesce o funghi restava digiuno, perchè aveva paura che non fossero freschi. Insinna - continua la Ralli - è un bravo attore televisivo, che viene dalla bottega teatrale di Gigi Proietti. Ha già affrontato con successo bellissimi ruoli, perchè è vero, non recita ma vive il personaggio.Certo…quando fa il conduttore del “gioco dei pacchi†è un’altra cosa. Forse dovrebbe mostrare più coraggio per cimentarsi in altre avventure artistiche. Secondo me, avrebbe tutti i numeri per approdare al cinemaâ€.
Altri partner e forse un po’ di nostalgia per registi e sceneggiatori di un tempo? Ribatte: “Ho avuto la fortuna di lavorare con i più grandi: uno fra tutti, Ettore Scola in “C’eravamo tanto amatiâ€. Ma, ripeto, la televisione è un altro mondo, altri ritmi: se in un film potevi ripetere una scena più volte finché non veniva come doveva, perché nulla era improvvisato, nell’industria della fiction tutto è veloce e, a volte, c’è poco tempo per pensareâ€.
di Emilia Costantini
Vanity Fair - Il commissario Diego Santamaria, nella fiction Ho sposato uno sbirro ha la faccia di Flavio Insinna (42 anni) ma è una specie di Tenente Colombo.
La famosa moglie sottintesa nel titolo, però, è un’ispettrice che lavora con lui, e in più ci sono un’ex fidanzata pm e una suocera rompiballe!
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ROMA, 23 APR - Vittoria della fiction di Raiuno, ieri sera nella gara degli ascolti tv: Ho sposato uno sbirro, seguita da 7.192.000 spettatori.
Lo share e’ stato del 25.97% nel primo episodio, mentre il secondo e’ stato seguito da 6.566.000 spettatori con share del 27.54%.
La fiction, batte decisamente la prima parte del film Romanzo Criminale, che ha raccolto su Canale 5 3.996.000 spettatori con uno share del 15.39%.
In prima serata, spiccano su Raitre, gli scolti di Ballaro’. (ANSA)
L’opinione.it - La semifinale del “Grande fratelloâ€, terminata a tarda notte, non basta a frenare “Ho sposato uno sbirroâ€, la nuova fiction di Rai Uno che arriva a sfiorare i 7 milioni di spettatori. La serie giallo-rosa interpretata da Flavio Insinna e Christiane Filangieri conferma infatti l’ottimo risultato dell’esordio totalizzando 6.794.000 spettatori e il 23,97% di share con il primo episodio e 5.886.000 spettatori pari al 23,98% di share con il secondo. Prodotta dalla Lux Vide, la stessa di “Don Matteoâ€, “Ho sposato uno sbirro†mette in scena un riuscito mix di indagini e sentimento, inserendosi in un filone piuttosto prolifico della fiction italiana a partire dal “Maresciallo Roccaâ€. Seguita da un pubblico prevalentemente femminile e di età superiore ai 55 anni, la fiction ha vinto anche in sovrapposizione contro “Grande fratelloâ€, che viene penalizzato dallo spostamento al martedì a causa delle elezioni e perde circa un milione di spettatori rispetto alla scorsa settimana, fermandosi a 5.766.000 spettatori.
di Guido Del DucaÂ